PROLOGO:BILANCIO DI CORSA Maratona di Roma

La decisione di partecipare a questa Maratona di Roma è stata molto sofferta.
Ho comunicato (e pagato) la mia partecipazione in un momento autunnale di elàn,di trasporto agonistico,che,col passare dei mesi,è stato man mano indebolito da vari fattori,soprattutto personal/professionali,per cui,a metà gennaio,ho fatto falò di tutte le mie brave tabelle di preparazione scientifica,riducendo le mie uscite running alla durata max di un’ora…Si può capire,quindi,con quanta perplessità,stamattina,mi sia spillata il pettorale,non potendo neanche addurre come scusa il tempaccio (sole splendido e cielo bluissimo!!),o possibili attacchi terroristici (poco probabili),alla mia eventuale defezione last minute. No. Ho deciso di essere fedele alla decisione presa ,e alle 7:30 mio marito mi lasciava a Via di S. Gregorio,dove un’imponente fiumana di gente si muoveva già in direzione della start line. Un ultimo pensierino per l’escamotage last minute:la folla-mi-angoscia-pericolo-bomba….,ma poi mi sono tuffata nell’oceano di teste e corpi,e…il dado era tratto .Ero dentro,in gioco,e avrei dovuto giocare,anzi…correre.maratona di roma
Mi sentivo un po’ sola,a dire la verità. Sola nell’avviarmi verso la zona griglie-di-partenza,sola nelle ben quattro file che,per sicurezza,ho fatto ai bagni chimici,sola nello scavalcare una transenna a 5 minuti dallo start,per l’ultima,rocambolesca ,pipì. Ma poi hanno mandato a palla la musica de “Il gladiatore” (e la lacrimuccia ci scappa,perchè comincia a farsi sentire il tuo essere parte di una cosa immensa,di un momento di unione con gli altri incredibile),e da brava ho fatto il mio programma per le successive quattro ore:correre no-stop almeno fino alla mezza maratona (dopodichè avrei potuto utilizzare il metodo Galloway del corri-cammina),e usare le ore davanti a me per pensare, fare bilanci,formulare obiettivi e organizzarne il raggiungimento.
Tre Due Uno . Comincia l’avventura.
I primi 10 km sono volati,con gambe leggere e mente sgombra. Ricordavo le precedenti maratone,corse con l’assillo del passo-a-km,e cercavo di apprezzare la modalità easy di quest’anno,anche se la vocina agonistica,competitiva…insomma,la VERA ME,dentro di me,si sentiva umiliata e molto inc…avolata (nella versione originale ci sono un paio di “Z” in più!).
Roma mi scorreva davanti:il centro,la zona S.Paolo,la zona Viale Marconi-Porta Portese,che mi ha visto crescere,e poi Testaccio,il lungoTevere,Prati,S,Pietro…zona Mazzini…Pensando e sgambettando alla mezza c’ero arrivata (tra l’altro,al 16° km sono stata anche filmata per una breve intervista…Li avrà colpiti il mio incedere da top runner in vacanza???). Scene da maratona: mani a cui dare il cinque,tipi bizzarri vestiti da Cesare o indiani,coperchi ,trombette rumori da incoraggiamento,alcuni gruppi musicali disseminati qua e là (adoro i tamburi e le percussioni:dànno una carica incredibile). Finalmente l’arco della mezza,dicevo. OK, obiettivo 21km raggiunto. Avrei potuto cominciare a correre/camminare,ma ho pensato di procedere fino al 25°…E poi al 30°…In breve,di 5km in 5km,fermandomi ad ogni ristoro a camminare solo per buttare giù i due bicchieri d’acqua e singolo bicchierone di sali (dose che ho trovato perfetta per rigenerarmi),e poi riprendendo,magari molto lentamente,ma …riprendendo a CORRERE,ho tagliato il traguardo di questi 42km,tanto simili ad un preciso lasso di tempo della mia vita finora,con i suoi slanci,i lunghi tratti di “tutto ok”,i più o meno lunghi momenti di stop….Ma SONO ARRIVATA FINO IN FONDO, e questo lo farò con tutti i futuri obiettivi che ho scritto nel block notes della mia mente,attiva e fresca (al contrario delle gambe,che cominciavano a dirmi brutte cose). Sì,perchè questa maratona corsa in modalità” cavallo zoppo”(psicologicamente parlando),con preparazione nulla,con voglia inesistente e forma atletica sotto zero, mi ha fatto ri-scoppiare nella mente e nel cuore la voglia,meglio…il bisogno di rimettermi in pista,sfoderare l’occhio di tigre,e ANDARE FORTE. Ho deciso di rispolverare piani di allenamento e tabelle ambiziose,di riportarmi in forma atletica,di fare,fare,fare….Piazza del Popolo aggirata mentre le campane di mezzogiorno sgarrulavano festanti 39…Via del babbuino…40…il sottopasso verso Via Nazionale…41…..Ero arrivata in fondo. Con le mie ore di allenamento insufficienti,col mio sottotono fisico,con la mia no-motivazione. COMUNQUE ERO ARRIVATA IN FONDO. E questo era un ottimo inizio.
Ho attraversato la finish line a braccia alzate,non per esultare per il chrono(barbino rispetto ai miei best),ma per sottolineare il solenne impegno con me stessa: LAVORARE PER ARRIVARE AL TOP. Mi erano testimoni il Colosseo e l’imperturbabile cielo bluissimo,che,tutto sommato,oggi era bene che ci fosse. Lucilla
PS_Un ultimo scorcio su questa realtà pazza,altra,bambina,che è la maratona:appena tagliato il traguardo,mi sono girata,perchè…avevo bisogno di abbracciare qualcuno(forse,all’improvviso,finito il bagno di folla sudatastancaesultanteagonizzante,mi sentivo di nuovo soletta).C’era Antonio (sui pettorali c’era scritto il nome di ciascuno). Gli ho detto”Ce l’abbiamo fatta,Antò!”. Mi ha guardato in un modo…Aveva negli occhi riconoscenza,incredulità,commozione…Abbiamo intrecciato le mani. Lui ha stretto forte la mia,se l’è tirata al petto,e l’ha baciata…Ecco,lì ho capito cos’è la magia della corsa. E’ desiderio,sforzo,sofferenza,amore. Ciao,Antonio!! Chissà se hai letto che mi chiamo Lucilla. In ogni caso,almeno per un po’ ,associerai l’emozione dell’arrivo all’immagine della tipetta con i capelli rossi.

E questo è il PROLOGO della storia che comincia,e che vivrete di settimana in settimana con me(magari anche di giorno in giorno,chissà). L’obiettivo?….Alla prossima puntata!!!!!

Condividi con gli amici questo articolo

Leave a Comment