CHE BELLO,HO LA GARAFOBIA”……Wow…ANCH’IO!!!!!!!!

Lascio precedere questo mio scritto da un articolo comparso su Runner’r World tantissimi anni fa (Articolo ). Sicuramente più di dieci. Non ricordo che cosa,allora,mi spinse a staccare la pagina,e a conservarla in una cartelletta stracolma di altri fogli volanti, tabelle,schemi di allenamento,articoli…Tutto,rigorosamente,inerente alla mia grande passionefissazioneossessione : la corsa. Perchè io,talebana dei planning di allenamento,accanita sostenitrice del “correre-per-vincere”, ho ritenuto,allora, opportuno mettere da parte uno scritto così lontano dalla mia filosofia,dal mio modo di vedere e vivere il running? Io che ho corso anche con la caviglia lussata,sulla neve,a mezzogiorno ad agosto,io che,fino ad un anno fa,ho macinato tre maratone in 6 settimane…Io che non sopportavo l’idea di vivere senza allenatore,io che programmavo le mie giornate/settimane/vacanze in funzione dei training… Quell’articolo l’avrei dovuto bruciare,buttare nel trinciadocumenti…Avrei dovuto lanciare anatemi e riti wodoo alla scostumata scrIttrice,e invece…credo di aver seguito il mio istinto più profondo,quella vocina interna sottile sottile,che nonostante le alzatacce domenicali e,spesso, le trasferte stancanti e scomode per tutta la famiglia,per gareggiare,nonostante i tanti soldi spesi in iscrizione,nonostante i passaggi da società podistica a società podistica,e da coach a coach [quest’ultimo punto,quello dei “coach-della -mia-vita”,sarà ampiamente sviscerato in un articolo a parte,per il quale già sto…affilando penna e lingua],nonostante il tanto TUTTO,mi ha sempre sussurrato,suggerito,infilato nella coscienza profonda la pura,semplice,nuda verità: GAREGGIARE NON MI PIACE.

gara fobia
Amo correre. Anzi,adoro correre. La corsa è il simbolo più calzante della mia vita per tanti motivi,è stata ed è compagna,da anni e anni,di ogni giorno. E se non corro,alla corsa ci penso,e mi manca. Insomma,io la corsa la respiro,la vivo. Ma…e adesso via maschere da racer e pigli da campionessa…IO VOGLIO CORRERE LIBERA!!!!!! Voglio correre col sorriso,e non con la tensione di dover mantenere un ritmo,di far contento un cronometro o un allenatore…Le donnine mie avversarie che vedo così accigliate e concentrate nel tentativo,a volte riuscito,a volte fallito,di superarmi,mi fanno rabbia e pena nello stesso tempo. Mi dànno fastidio…E’ come se la mia indole positiva e fondamentalmente pacifica si rivoltasse all’idea della…guerra che la gara simboleggia. Perchè,mettila come vuoi,una gara è antagonismo,tentativo di prevalere,di superare,e quindi una guerra. E ormai le grandi manifestazioni come maratone,mezze maratone,o gare assurte al grado di affollatissimi eventi,con gli elicotteri che ti roteano sulla testa,l’assetto militare-protezione civile-ambulanze che ti intimidisce giù,sembrano proprio assetti da combattimento!! Io non amo i confronti,il “gomito-a-gomito”…Ho sempre avuto la tendenza,molto poco agonistica,nel momento di testa a testa con qualcuna,di…farla andare avanti,perchè proprio odio lo stress della tensione. Ragazzi,vi sta scrivendo una che ha un intero armadio a muro esclusivamente dedicato ai vecchi pettorali e alle maglie collezionate in anni e anni di gare,e un intero stipo (e qui fatemi vantare un po’),pieno di coppe e medaglie vinte…Ed eccomi qui,apostola della non-violenza podistica,a pontificare sulla mia ritrovata voglia di “take it easy”.
Easy,facile…C’è da dire che all’inizio era così. Quando ho cominciato a pinzare sul petto i primi pettorali(inizio 2000),non c’erano chip,pre-iscrizione,tds con classifica in tempo reale…Se decidevi di fare la gara andavi,ti iscrivevi la mattina stessa,ricevevi un cartellino di cartone da attaccare sul petto per l’ordine di arrivo,ti schieravi,e…via!!! Sì,ti schieravi. TRA gli altri. E non sotto,sopra,fra le gambe di,e schiacciata dagli altri… Aspettavo tranquilla lo start. Avevo il mio metro cubo d’aria,il mio spazio.Eravamo pochi. E allegri. E prendevamo la corsa,la gara,come gioco. Anche perchè il premio,oltre la classica coppa di latta(che valeva meno della coppa del nonno,ma sempre “trofeo” era,bellissima da sfoggiare sul ripiano più in vista),era,se ti andava di lusso,un prosciutto,altrimenti l’ntramontabile caciotta. Poi la corsa è diventata fenomeno culturale,si è trasformata nello più sciccoso “running”,i podisti..ops..runners sono aumentati, la troppo banale coppa è stata sostituita dal “premio-in-danaro”,alcune garette semplici e a volte banali si sono trasformate ,inspiegabilmente,in,appunto,eventi con parecchi zeri,e tutto è diventato più complicato. Sarà che sono diventata più complicata anch’io. Se ripenso alle mie prime gare,a come ci andavo vestita e calzata,con quale spirito picaro e spensierato correvo…E se mi rivedo negli ultimi anni,con lo sguardo spiritato alla ricerca della prestazione e del piazzamento,nell’adempienza religiosamente pedissequa delle tabelle datemi dal top coach di turno,vestita in modo maniacalmente tecnico…Beh…FATEMI SCENDERE!!!!!
Nel pieno di una girandola di confusione-overtraining-crisi mistica,giorni fa,ho raccolto tutte le tabelle,gli schemi (stavo…sto preparando Roma Ostia-21 km,e Maratona di Roma (!!!!)),li ho messi via,ho rispolverato un vecchio piano running morbido,libero e bello (anche questo su foglio strappato chissà quando da una vecchia rivista),e ho ri-cominciato a correre a sensazione. Corsa facile,svelta,più impegnata…
Ho ricominciato a vivere le domeniche come giorni di totale scacio,riposo,recupero e relax,o,se esco a correre,lo faccio per regalarmi momenti da sola con me stessa e il mio corpo che vibra. Esco all’ora che voglio,senza lo stress di raggiungere un determinato luogo,magari lontano (ovviamente ricorrendo a mio marito,dopo essermi assicurata,per i pupi,la collaborazione di nonna-sitter),attaccarsi un numero sul petto (come i cavalli di Capannelle),mettersi a zompettare in tondo (riscaldamento!!),e partire in una bolgia di fomentati come te,sgomitando e dribblando per non venire “acciaccati” (w il vernacolo de’ Roma!!),tirare il fiato,per poi arrivare…. Che tu sia tra i primi,il primo,magari,o no,non interessa a nessuno. Ognuno guarda ai suoi tempi,ai sui best o flops. A me,poi interessava? Interessa? Prima,forse. Adesso posso dire con sicurezza che la mia velleità agonistica è ai minimi storici. Guardo con preoccupazione alle prossime Roma-Ostia e Maratona,alle quali,per colpa,appunto,del barbino sistema della pre-iscrizione,mi sono iscritta mesi fa,quando ancora credevo che tutto questo mi piacesse e importasse. Con preoccupazione,dicevo,perchè so che le correrò leggera e spensierata,senza “spingere”,e ne taglierò i traguardi con un chrono ben lontano da quello dei miei momenti di gloria. Mi faccio tutti i discorsi del caso,e tutte le introspezion-training autogeni possibili,ma vedere sul tuo orologino di fiducia un numero più alto di quello che vorresti,fa sempre il su effetto acido muriatico:ti rode!!!!!!! Credo che per un bel o’ di tempo sartanno le ultime occasioni in cui mi attaccherò le amate/odiate quattro spillette al petto. Mi dico che devo viverle come chiusura-di-un-periodo-inizio-di-un’altro…Mi dico di vìverne lo stare con gli altri,il momento celebrativo…MA…. per quanto stia vivendo un momento magico di ri-scoperta della corsa pura,del mio-corpo-in-corsa,per quanto mi senta più serena senza l’oppressione del pensiero -della-gara-di-domenica,per quanto sia al momento affetta da una forma acuta di garofobia,IO SONO COMUNQUE,SEMPRE E PER SEMPRE,ormai irrimediabilmente una RUNNER,e,temo,che la vocina dentro di me sussurri anche che,magari non mi piace gareggiare,ma una volta dentro…MI PIACE VINCERE!!!!! Lucilla
PS_ Già dopo aver scritto queste righe so che,fra qualche mese,ne leggerete un clamoroso errata corrige……..

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